Il Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e Turismo dell’Università di Macerata è stato selezionato come Dipartimento di Eccellenza ai sensi della legge n. 232 dell’11 dicebre 2016.
Obiettivi del progetto
Il progetto prevede 4 macro-obiettivi di ricerca:
1) costruire un quadro teoretico e storico che permetta di cogliere il senso e il ruolo della formazione nella società attuale e di ripensare al ruolo e alla funzione dell’Università nel
XXI secolo a partire da un esame della realtà socio-culturale attuale (extra-universitaria) sincronico e diacronico. Il punto di partenza è la società industriale del secondo
dopoguerra, per poi passare alla critica segnata dal post-modernismo e arrivare alla situazione attuale;
2) ripensare i processi di concettualizzazione anche in base ai contributi delle ricerche in ambito neuro-scientifico e, soprattutto, tradurre in modo non deterministico le
medesime ricerche in termini efficaci e generativi per l’ambito pedagogico e formativo. In particolare, si ritiene che il “mondo” (nell’accezione di Luhmann) del 4.0 stia
modificando le modalità di analisi ed elaborazione della realtà per effetto del rapporto col digitale. Tale riflessione deve essere interdisciplinare e diacronica, in modo da
comprendere la relazione tra i modelli di concettualizzazione e la realtà socio-culturale-produttiva esterna;
3) ripensare la relazione attività-conoscenza recuperando i contributi che caratterizzano la storia della pedagogia, da Dewey in poi, per comprenderne le costanti e le diversità,
per poi analizzare come incidano nella formazione i processi di alternanza e cosa significhi, oggi, “pratica professionale”;
4) ripensare la relazione personalizzazione-inclusione. Un’università che si ponga l’obiettivo di formare almeno il 40% delle nuove generazioni deve elaborare proposte
personalizzate adatte alle specificità e alla valorizzazione di tutti e di ciascuno. Il termine “inclusione” non è da concepirsi, pertanto, come riferito solo a specifici studenti (da quelli con disabilità ai cosiddetti eccellenti), ma attento alla peculiarità di ogni studente, nella certezza che solo una valorizzazione delle risorse dei singoli permetta un
avanzamento del sistema. Contemporaneamente, un percorso interamente individualizzato per ciascuno studente farebbe perdere il valore aggiunto della produzione sociale
della conoscenza. Da qui, l’inclusione si tratteggia come un percorso che sappia connettere traiettorie differenti.
Perché il programma poggi su basi solide e sia innovativo, i macro-obiettivi sono declinati nei seguenti obiettivi di ricerca:
1. elaborare un’analisi diacronica del rapporto Università-Industria, che permetta di cogliere come si sia reificato, nel passato, tale rapporto, per comprenderne il ruolo
strutturato e strutturante;
2. costruire un’analisi anche diacronica della relazione teoria-prassi così come essa si è cosificata negli ultimi due secoli per capire come ripensare i processi di
concettualizzazione in un’ottica embodied e coerente con i più recenti assunti delle neuroscienze e dei saperi pedagogici;
3. sperimentare i modelli didattici e i percorsi storici ed educativi innovativi oggi suggeriti dalla ricerca internazionale sul tema della didattica universitaria e della didattica
professionale;
4. individuare, sperimentare e formalizzare modelli didattici che sappiano far dialogare personalizzazione e inclusione;
5. progettare, realizzare e sperimentare dispositivi tecnologici che facilitino i processi di aggregazione, condivisione, sintesi e produzione.
Obiettivi operativi nell’arco del quinquennio di progetto per il Dipartimento:
1. aumentare la produzione scientifica a livello quali-quantitativo:
– definire criteri e metodi per la valutazione dell’impatto di modelli di intervento pedagogici sulla didattica universitaria e condividerli con la comunità scientifica nazionale e
internazionale;
– proporre call sul tema di ricerca nelle riviste dei Centri;
– aumentare il ranking delle medesime riviste;
– aumentare il numero delle produzioni scientifiche dei docenti in ISI e SCOPUS;
– aumentare il numero di produzioni scientifiche realizzate in collaborazione con ricercatori stranieri;
– aumentare il livello di impatto citazionale, tenendo conto che l’ambito pedagogico e l’Area 11a non sono valutate con criteri bibliometrici;
2. rafforzare le reti nazionali e internazionali, anche attraendo studenti eccellenti e ricercatori stranieri:
– organizzare settimane di eccellenza, ovvero eventi seminariali e laboratoriali che permettano di favorire processi di condivisione della ricerca con esperti internazionali e con i
visiting professor/scholar;
– costruire una banca dati di materiali di ricerca e risorse informative prodotte dal progetto e da altre banche dati universitarie;
– aumentare la presenza di visiting professor/scholar;
– aumentare il numero di borse di dottorato co-finanziate dalle imprese;
– favorire il rafforzamento di una rete tra le Università italiane che stanno indagando la medesima tematica;
– realizzare seminari e congressi pure in connessione a progetti internazionali;
– organizzare sessioni specifiche in seno a convegni internazionali;
3. rendere disponibili nuove risorse per la ricerca:
– raccogliere e organizzare materiali bibliografici e strumentali, che permettano di documentare i processi in atto nel loro sviluppo diacronico;
– realizzare e attrezzare laboratori per sperimentare gli aspetti relativi alla didattica universitaria, all’analisi dei processi di concettualizzazione e ai problemi connessi
all’inclusione;
– elaborare materiali per la formazione dei docenti, anche in rete, condividendoli con altre Università;
– progettare, realizzare e sperimentare artefatti digitali a supporto della personalizzazione e dell’inclusione;
– progettare, realizzare e sperimentare artefatti digitali in supporto alla valutazione e al monitoraggio della qualità della didattica universitaria a partire anche dalla
implementazione di nuove funzioni nel cruscotto gestionale universitario già esistente.
Strategie di sviluppo del progetto
Il Dipartimento dispone di 2 Centri di ricerca e di due riviste. I Centri contano inoltre su reti nazionali disciplinari consolidate e su 5 progetti europei in corso e finanziati su temi pedagogico-didattici che potranno concorrere al raggiungimento dell’obiettivo. Il Dipartimento ha attivato negli ultimi 10 anni convenzioni con 205 enti europei e di Paesi terzi e 53 enti nazionali.
Nel corso del progetto il Dipartimento si impegna a:
- acquisire e sperimentare strumentazioni tecnologiche a sostegno della personalizzazione dei processi di insegnamento/apprendimento dell’intera componente studentesca (da quelli con disabilità ai cosidetti eccellenti);
- acquisire e sperimentare strumentazioni tecnologiche a supporto dell’inclusione
Il Dipartimento prevederà anche attività per attrarre talenti, migliorando le strutture e attivando attività didattiche altamente qualificate e borse di dottorato di ricerca cofinanziate da aziende, anche con il supporto di finanziamenti regionali.
Pertanto, il progetto dovrebbe contribuire a:
- costituire una rete nazionale che, coerentemente con gli obiettivi ministeriali, si ponga l’obiettivo di mettere in atto e valutare pratiche innovative per la didattica universitaria;
- ampliare la rete internazionale, già attiva soprattutto con le Università UCL di Londra (Institute of Education), di Siviglia (Grupo de Investigación, Evaluación y Tecnología Educativa), di Ginevra (Théories, actions, langages et savoirs en formation à l’enseignement) e di San Paolo (Laboratório de Investigação dos Desvios da
Aprendizagem), oltre che con l’International Standing Conference for the History of Education, la Sociedad Española de Historia de la Educación, la Sociedad Española para el
Estudio del Patrimonio Histórico-Educativo e il Centro Internacional de la Cultura Escolar.
Attività didattiche di elevata qualificazione
Punto qualificante del progetto sarà la realizzazione di 2 tipologie di attività didattiche organizzate nel quadro dei percorsi di Dottorato di Ricerca che favoriranno processi di condivisione della ricerca con esperti internazionali.
La prima attività è relativa alla realizzazione di “settimane di eccellenza”: uno o più esperti internazionali affronteranno, nell’arco di una settimana, un argomento relativo al loro tema di ricerca nel quadro di attività seminariali e laboratoriali, che permetteranno di approfondire la tematica affrontata e di acquisire abilità e competenze a essa relative. I partecipanti all’attività didattica, oltre ai docenti interessati, saranno dottorandi e studenti frequentanti i corsi di
laurea magistrali selezionati in base ai crediti acquisiti e alla media dei voti, e a un interesse specifico per la tematica. All’interno di ogni settimana sarà previsto un incontro aperto alla comunità nazionale, nel corso del quale l’esperto si potrà confrontare con i docenti italiani interessati all’argomento di ricerca.
Le attività didattiche permetteranno anche di acquisire materiali testuali e video che contribuiranno alla costruzione di una banca dati formativa e informativa, la cui realizzazione è prevista come obiettivo specifico di progetto.
Modalità e fasi del monitoraggio
Il monitoraggio e la valutazione di progetto saranno implementati da due organi indipendenti: la Steering Committee (SC), deputata al governo del progetto, e il Comitato Esterno di Valutazione (CEV), composto da esperti internazionali.
Il SC, che sarà presieduto dal Direttore del Dipartimento e che si incontrerà su base semestrale, ricoprirà un ruolo strategico di sistematizzazione delle iniziative interne ed esterne al progetto, assicurerà il coinvolgimento di tutti i settori dell’istruzione, controllerà l’impatto delle attività e discuterà di ulteriori opportunità di sviluppo finalizzate all’obiettivo di eccellenza, svolgendo i seguenti compiti:
- monitoraggio della relazione sullo stato e misure correttive, ove necessario;
- considerazione delle indicazioni ricevute dal CEV nell’attuazione della attività semestrale;
- valutazione delle nuove opportunità che potrebbero contribuire al rafforzamento del Dipartimento, oltre a quelle già individuate nella definizione del progetto e nella sua sostenibilità;
- pianificazione in dettaglio delle attività del semestre successivo. La pianificazione considererà la necessità di coordinare tutte le attività del progetto con le attività del Dipartimento nel complesso;
I criteri adottati per il monitoraggio e la valutazione semestrale di progetto, compresi i dati economico-finanziari, saranno:
– rilevanza: misura in cui i processi e i prodotti sono rilevanti per il potenziamento del Dipartimento;
– efficienza: misura in cui le risorse sono state utilizzate per raggiungere i risultati;
– efficacia: coerenza tra obiettivi pianificati e raggiunti;
– impatto: misura in cui i risultati di progetto incidono sulla comunità scientifica nazionale e internazionale e sul settore dell’istruzione universitaria;
– sostenibilità: definizione del grado di sostenibilità dei risultati e dei processi attivati in termini di risorse umane e finanziarie.
I documenti del lavoro di SC saranno condivisi con i professori e il personale tecnico / amministrativo del Dipartimento in uno spazio di lavoro adatto impostato nell’ambiente digitale di supporto dell’Università mostrato durante le riunioni del Dipartimento. L’accesso ai documenti e la pianificazione consentiranno l’attuazione dei processi coordinati delle attività, favorendo le sinergie tra i settori dell’istruzione in termini di ricerca e uno scambio più produttivo in termini di informazioni sulle nuove opportunità che potrebbero favorire o rafforzare il raggiungimento degli obiettivi.
